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sabato, 25 of febbraio of 2017

Biografia

Nata a Genova nel 1959, ha conseguito la maturita’ scientifica e ha effettuato studi di indirizzo biologico.Nel 1985 ha frequentato, per due anni consecutivi, i “Corsi liberi” dell’ Accademia Ligustica di Belle Arti, coi Maestri Luigi Sirotti e Bianca Passerelli.I suoi primi dipinti risalgono in realta’ ad una decina di anni prima;per questo ama, con orgoglio, definirsi piu’ un’ autodidatta, che ha sempre cercato, anno dopo anno, di andare sempre  a fondo nella propria ricerca pittorica.Numerose , dal 1980 ad oggi, le esposizioni in Italia e all’ estero: Genova, Milano, Como, Portofino, Parigi, Nizza, Sanremo, Pisa, Cortona, ecc.

Attualmente vive a Chiavari e lavora a Camogli, dove nella suggestiva atmosfera del vecchio porticciolo, sono in esposizione permanente le sue opere.

“….la  passione per l’ arte l’ ha accompagnata da sempre, fin dagli anni del liceo.Ad allora risalgono i suoi primissimi dipinti, in cui l’ artista cercava di rappresentare la realta’ che osservava attentamente e che voleva riprodurre con la stessa carica emotiva che essa le trasmetteva.Anche le tecniche usate sono state sempre frutto di sperimentazione: olio su tela o su tavola, tempera o addirittura “terre” (cioe’ pigmenti naturali), acquerello, acrilico, tecnica mista, collage, assemblages .

Dopo molti anni di pittura da autodidatta, segue per due anni i “corsi liberi” dell’ Accademia Ligustica di Belle Arti, seguiti dai maestri Luigi Sirotti e Bianca Passerelli:erano i primi veri insegnamenti d’ arte che riceveva, venendo dal liceo Scientifico e dalla Facolta’ di Scienze Biologiche.In questi due anni cerca di mettere a frutto al massimo tutte le nozioni ricevute, ed inoltre comincia ad affrontare il tema della “figura”, ritraendo le modelle dal vero, studiandone attentamente l’ anatomia.Anni dopo, riaffronta il tema dandone una sua personale reinterpretazione: del 1987 sono i suoi dipinti che ritraggono le persone della strada, nei loro momenti del quotidiano:gente al bar,  seduta ad una panchina, o che cammina per strada; persone senza un volto definito, ma la cui plasticita’ riesce a rappresentare momenti di vita.

Dal 1989 inizia un lunghissimo periodo dedicato all’ acquerello, con cui rappresenta immagini di paesaggi liguri e non solo:le facciate delle variopinte case della sua terra, con le sue finestre e i suoi terrazzini  colmi di fiori sono il soggetto ricorrente di quegli anni.

Nel 1999 sente l’ esigenza fortissima, in reazione ai colori tenui che la tecnica dell’ acquerello le aveva imposto fino ad allora,  di esplodere col colore, carico, nei toni e nello spessore:ancora una volta la sua attenzione e’ rivolta al paesaggio, mediterraneo, solare, coi suoi netti e forti contrasti di luci ed ombre, rafforzati da energiche spatolate distribuite qua e la su di una superficie gia’ materica.Ne deriva un far pittura affabulatorio di un cromatismo felicissimo e comunicativo di solida tradizione e di viva attualita’:importanti i riferimenti di Rubaldo Merello, delle sue tavole piu’ mature, e di uno degli ultimi naturalisti, quale fu Mattioli.”

(Enrico Senia)

La ricerca pittorica per Daniela Corallo e’ in continua evoluzione:il paesaggio,che per anni era stato al centro dei suoi studi, non e’ piu’ il suo interesse primario: esso e’ si  posto al centro della tela, ma al tempo stesso si smaterializza e si scompone magicamente nei colori che lo componevano, colori che si intersecano, si sovrappongono, si uniscono tra loro, dando luogo ad una sorta di “cornice astratta”, che ha la stessa valenza, se non addirittura maggiore, del soggetto centrale.Il supporto materico, sapientemente plasmato, da’ una forza e una carica maggiore a tutta l’ opera, anzi ne e’ il punto di partenza, assolutamente indispensabile.Sono ancora anni di ricerca che la portano sempre piu’ verso la direzione dell’ “informale”.Gli unici riferimenti alla realta’ sono piu’ che altro simboli, spesso legati al mare o, piu’ in generale, alla natura (conchiglie, stelle marine, pesci)La tela e’ diventata ormai per Daniela Corallo  il campo su cui agire con una gestualita’ istintiva e liberatoria, che in tal modo le permette  di trasferire su di essa il massimo della sua creativita’, libera ormai da qualunque vincolo .Anche le simbologie marine tendono a scomparire nelle sue ultime opere:come nella “action painting” di  Pollock, il dipinto non ha piu’ il ruolo di rappresentare il reale, ma e’ un’ azione durante la quale esso nasce e si trasforma nel suo divenire inconscio.L’ opera non e’ piu’ un   fatto  rappresentativo, non ubbidisce piu’ all’ esigenza  di dare immagine alla visione del mondo attraverso l’ esperienza sensibile, ma diviene una realta’ a se, autonoma, in cui la forza espressiva delle forme e dei colori e’ al suo apice, non priva, bensi’ carica di stati d’ animo.Come scriveva Kandinsky “…nella pittura una macchia rotonda puo’ essere piu’ significativa di una figura umana”:allo stesso modo, per la Corallo, un segno, una spatolata, una velatura o una colatura, puo’ e deve comunicare piu’ di un paesaggio, perche’ e’ il risultato della liberazione totale da ogni asservimento alla illustrazione.

Nelle sue tele recentissime, oltre al colore, interviene l’ uso di  materiali di diversa natura (sabbia, argilla, carta, stoffa…), che con la tecnica degli “assemblages”, vengono accostati senza nessun ordine apparente, ma con una carica emotiva cosi’ forte da rasentare una sorta di espressionismo astratto.

Un percorso lungo circa trent’ anni, ha portato Daniela Corallo agli interessantissimi esiti attuali, non come punto d’ arrivo, ma  come continuo punto di partenza verso sempre nuove sperimentazioni.

La personalita’ eclettica di Daniela Corallo l’ ha portata a non focalizzarsi su di un’ unica forma d’ arte: la ceramica e’ un’ altra delle sue grandi passioni.Recenti sono le sue creazioni di oggetti artistici realizzati secondo la antica tecnica orientale “raku”, metodo reso ancor piu’ affascinante dalla imprevedibilita’del risultato finale e che esprime la gioia di vivere insita sia in questa tecnica, come nell’ artista stessa.

Altra sua grande passione il design:realizza infatti “murales” personalissimi, che impreziosiscono, con la loro unicita’, qualunque tipo di ambiente.Il campo libero (di cui si parlava prima) su cui agire liberamente con la materia, col colore, col gesto, non e’ piu’ la tela, in questo caso, bensi’ un’ intera parete, il cui spazio ulteriore le dona maggiore liberta’ espressiva.

Tra le varie sperimentazioni ha affrontato il ritratto, anch’ esso interpretato in maniera personalissima: pochissimi tratti che delineano un volto, ma sempre su di un supporto la cui matericita’ imprime l’ opera di grande forza.


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